The Smiths. A murderous desire by Diego Ballani;

The Smiths. A murderous desire by Diego Ballani;

autore:Diego Ballani; [Ballani, Diego]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Musica
ISBN: 9788862314565
editore: eDigita srl.
pubblicato: 2014-11-12T23:00:00+00:00


VICAR IN A TUTU

Nella stessa magica sera in cui gli Smiths interpretano Bigmouth Strikes Again all’Old Grey Whistle Test, viene eseguita anche una seconda canzone. Si tratta di un incendiario rockabilly, che vede la sezione ritmica sugli scudi. In particolare Mike Joyce, il cui lavoro sui tamburi segue le traiettorie frenetiche dello skiffle. Morrissey, in un esaltante crescendo finale, uggiola le parole “I’m a living sign” con l’intensità di muezzin che chiama i fedeli alla preghiera.

La preghiera, pur con intento tutt’altro che proselitistico, è uno dei temi di Vicar In A Tutu, per la quale il cantante ha composto uno dei suoi testi più narrativi.

I was minding my business

Lifting some lead off

The roof of the Holy Name church

It was worthwhile living a laughable life

To set my eyes on the blistering sight

Of a vicar in a tutu

He’s not strange

He just wants to live his life this way

Stavo pensando agli affari miei

Prendendo un po’ di piombo

Dal tetto della chiesa del Sacro Nome

Ne è valsa la pena di vivere una vita ridicola

Solo per posare lo sguardo sulla sconvolgente visione

Di un parroco in tutù

Non è un eccentrico

Vuole solo vivere la sua vita in questo modo

Vicar In a Tutu nasce quasi per scherzo, durante una jam in studio. L’album è praticamente finito, gli Smiths sono all’ultima settimana di registrazione presso i RAK Studios e Johnny Marr attacca un giro di chitarra, già ampiamente sfruttato in altre canzoni del disco. Il groove però è coinvolgente. Marr suona gli accordi cercando di imitare il picking style di Scotty Moore, il chitarrista originario di Elvis. La band lo asseconda con una cavalcata rockabilly che sopperisce alla prevedibilità della musica con un’energia incontenibile.

Il resto, come al solito, lo mette Morrissey. La storia che costruisce ha il sapore della farsa. Il suo alter ego è un giovane ladruncolo, cui la vita non deve aver riservato un trattamento di riguardo. Arrampicatosi sul tetto della Holy Name Church per rubare del piombo, il ragazzo resta turbato dalla scena surreale che si sta svolgendo all’interno. Il parroco sta officiando la funzione vestito solo di “un minuscolo pezzetto di stoffa” (il tutù del titolo) e con il capo adornato da un cerchietto decorativo, che non fa che aggiungere ridicolo all’intero quadretto. La cosa più incredibile è che fra i presenti nessuno sembra stupirsi o ridere dell’uomo. Anzi, la funzione procede nel migliore dei modi, con la fida perpetua Rose che raccoglie le offerte dei fedeli, evidentemente abituati alle curiose abitudini del sacerdote.

“All’inizio pensi che le liriche siano semplicemente buttate lì”, è il commento di Ryan Jarman dei Cribs, il gruppo a cui Marr si unirà per due anni dal 2008 al 2010, “ma poi ascolti attentamente e ti accorgi che c’è questa ambiguità, per cui non puoi dire se Morrissey sia o meno dalla parte del parroco”.

The next day in the pulpit

With Freedom and Ease

Combatting ignorance, dust and disease

Il giorno dopo dal pulpito

Con Libertà e Disinvoltura

Combatte ignoranza, polvere e malattia

Quello di Vicar In a Tutu è tutt’altro che un attacco rivolto alle istituzioni religiose.



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